Sorry, you need to enable JavaScript to visit this website.

Nuove mascherine da scarti agroindustriali

Nuovi tipi di mascherine realizzate in nanofibre di seta con pratiche sostenibili (elettrofilatura), in grado di esercitare anche una specifica azione antibatterica. È quanto ENEA ha messo a punto nel progetto ARIS del programma PNRR Ecosister, al quale partecipano anche Università di Ferrara, Kerline srl e Cnr (coordinatore).

Progetto Aris: realizzazione di mascherine con scarti agroalimentari

Rispetto agli odierni materiali filtranti in plastica di origine fossile, le membrane utilizzate per le mascherine hanno il doppio vantaggio di essere ambientalmente sostenibili e di rimuovere anche gli inquinanti più fini, come il PM2.5.

L’attività ENEA è stata condotta dal Laboratorio Innovazione filiere agroalimentari del Centro di Ricerca ENEA di Brindisi, che ha indagato la fattibilità dell’applicazione della tecnica dell’elettrofilatura a diversi materiali polimerici. Inoltre, un altro obiettivo è stato quello di aggiungere alle matrici elettrofilate fornite dal Cnr, i polifenoli naturali estratti dai reflui oleari, in grado di esercitare una specifica azione antibatterica. In questo modo il dispositivo filtrante, infatti, potrebbe ridurre la diffusione di malattie trasmesse per via aerea, rispondendo a un’esigenza emersa durante la pandemia.

Il comunicato completo è consultabile sul numero di ENEAinforma@ del 9 aprile 2026

Reference personnel: 
A cura di: 
Federica Colucci
Ultimo aggiornamento: 9 April 2026