ENEA nel progetto per difendere il cappero IGP di Pantelleria dai parassiti
Negli ultimi anni la cosidetta "cimice del cappero" (Bagrada hilaris) si è diffuso sull’isola di Pantelleria diventando un’emergenza fitosanitaria che sta causando ingenti danni alla produzione del cappero IGP, oltre ad essere capace di provocare gravi danni anche a molte altre colture alimentari (grano, legumi, broccoli, cavolfiori), con pesanti ricadute economiche per gli agricoltori.
Riuscire a mitigare i danni provocati da questo insetto infestante è proprio l'obiettivo del progetto coordinato dalla BBCA (Biotechnology and Biological Control Agency) che si è occupata delle indagini in loco, dell’allevamento e dei test biologici e comportamentali degli insetti, con il coinvolgimento di ENEA per l’irraggiamento degli insetti e la validazione e l'analisi dei dati raccolti. I primi risultati hanno aperto la strada all’adozione della Tecnica dell’Insetto Sterile (SIT, Sterile Insect Technique) per il controllo di questa specie dannosa, in particolareè stato testato l’effetto dei raggi gamma su fecondità (numero di uova prodotte e deposte), fertilità (capacità delle uova di svilupparsi e schiudersi) e longevità dell’insetto in due stadi del suo ciclo vitale: da giovane, quando non è ancora in grado di riprodursi (ninfa), e da adulto di due settimane. L’irraggiamento ha ridotto drasticamente la fecondità femminile, portando il numero di uova quasi a zero.
Per validare i risultati ottenuti nelle precedenti sperimentazioni di laboratorio, è prevista una seconda fase che coinvolgerà il Parco Nazionale di Pantelleria: elemento chiave sarà la stima del rapporto tra i maschi sterili rilasciati e i maschi fertili presenti sull’isola.
Potete trovare l'articolo completo su eneainform@

