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L’Osservatorio Meteo-Climatologico Antartico dell’ENEA rileva un significativo episodio di riscaldamento nel pieno dell'inverno australe

Nelle prime settimane di giugno 2026, mentre la Penisola Antartica settentrionale registrava temperature eccezionalmente elevate per la stagione, la rete di monitoraggio dell’Osservatorio Meteo-Climatologico Antartico ha osservato forti incrementi di temperatura anche nell’Antartide orientale, a migliaia di chilometri di distanza, in particolare presso la stazione di Concordia. 

foto staz METEO IAMCO 2026.7

L’Osservatorio Meteo Climatologico Antartico (IAMCO) è un progetto scientifico di lungo periodo del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), coordinato da ENEA (Laboratorio Modelli e Misure per la Qualità dell’Aria ed Osservazioni Climatiche) che quest’anno  ha compiuto 40 anni di attività. L’Osservatorio gestisce fra le altre cose una rete di monitoraggio, costituita da 17 stazioni meteorologiche automatiche (AWS), che si estende dalla Stazione italiana Mario Zucchelli, lungo le coste di Terra Vittoria nel mare di Ross, fino alla stazione italo-francese Concordia, a oltre tremila metri sul livello del mare, nella parte più interna del plateau orientale.

Nelle prime settimane di giugno 2026, nel pieno dell’inverno australe, la Penisola Antartica è stata interessata da un’eccezionale ondata di calore che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica e dei media internazionali. Presso la base argentina Esperanza, situata all’estremità settentrionale della Penisola Antartica, il 6 giugno è stata registrata una temperatura di 15,4 °C, un valore ben al di sopra rispetto alle medie climatiche stagionali [the Guardian; La Repubblica].

L’evento non si è limitato a un singolo picco termico, ma si è prolungato nel tempo determinando condizioni insolite in un periodo che dovrebbe essere caratterizzato dall’accumulo di neve e dalla crescita del ghiaccio marino. Anomalie analoghe sono state osservate anche in altre stazioni della regione, a testimonianza di un fenomeno ad ampia scala spaziale che ha interessato gran parte della Penisola Antartica.

Nello stesso periodo nell’Antartide orientale a grande distanza dalla Penisola Antartica, l’evoluzione temporale dei dati meteorologici di Concordia evidenzia la brusca variazione della direzione e intensità del vento in concomitanza con l’arrivo della massa d’aria di origine marina sul plateau antartico, caratterizzata da valori di temperatura e umidità molto superiori a quelli tipici dell’inverno polare sul plateau (Fig. 1).

Figura. 1 Andamento temporale dei dati di temperatura, umidità relativa, pressione, velocità e direzione del vento della stazione meteorologica automatica a Concordia nel periodo 01/06-21/06/2026. Fra il 5 ed il 7 giugno si osserva un forte incremento di temperatura (circa 38°C) associato ad un evidente aumento dell’umidità e della pressione in corrispondenza di una variazione della direzione del vento da N-NE (in rosso nel pannello in alto a destra) associata all’arrivo di una massa d’aria di origine oceanica.

Sono in corso analisi di dettaglio dei dati per comprendere meglio le condizioni sinottiche che hanno dato origine a questo evento. Una prima analisi dei dati meteorologici provenienti dalle AWS gestite dall’Osservatorio e dalle rianalisi (ERA5) del European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) ha mostrato che, nello stesso periodo in cui la Penisola Antartica sperimentava questa anomala ondata di calore (5-11 giugno), la stazione Concordia è stata investita da un flusso caldo-umido proveniente dall’oceano (N - NE) guidato dall’intrusione di un cuneo di alta pressione in quota (500 hPa) sull’area del mare di Ross (Fig. 2). Questo ha portato ad un significativo aumento di temperatura, ben visibile sia sulla serie dei dati di Concordia, che su quelle di altre stazioni dislocate lungo la costa.

Figura 2. Le mappe mostrano le anomalie di temperatura a 2m (in alto) e dell’altezza del geopotenziale a 500 hPa (in basso) per il 6 e 7 giugno 2026. Le anomalie rappresentano lo scostamento dai valori medi di giugno riferiti al periodo 1991-2020.  L'altezza del geopotenziale a 500 hPa è un indicatore della circolazione atmosferica a circa 5000 m: valori anomali positivi/negativi indicano rispettivamente la presenza di alta o bassa pressione in quota (dati elaborati a partire dalle rianalisi ERA5).

Personale di riferimento: 
A cura di: 
Antonio Piersanti
Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2026