L’Accordo MASE-DG VA II – ENEA SSPT sulle aree industriali a RemTech Expo 2026
Dal 16 al 18 settembre 2026, gli spazi di Ferrara Expo hanno ospitato RemTech Expo, evento di rilievo non solo nazionale per la tutela, il risanamento e la riqualificazione dei territori, per la sostenibilità e per le soluzioni tecniche e innovative che porta con sé.
Nel pomeriggio del 16 settembre, si è tenuto il seminario “La transizione delle aree industriali, verso il modello di Eco-Distretto Circolare tra tipologie organizzative e portale nazionale”, promosso da ENEA, Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e Adattamento al Cambiamento Climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali, Divisione Economia Circolare (referente Laura Cutaia, presente nel CTS di Remtech).
Il seminario è stata l’occasione per presentare i lavori in corso di realizzazione nell’ambito dell’Accordo tra MASE DG VA II e il ENEA, Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e Adattamento al Cambiamento Climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali, nell’ambito del quale è stata sviluppata una proposta di modello di Eco-Distretto Circolare (EDC), basato su una serie di requisiti di tipo EESG e un portale web-gis dedicato alla mappatura e sistematizzazione delle aree industriali a livello nazionale (portale hub4ait), anche con riferimento alle installazioni AIA e Seveso.
Nel corso del seminario, Marinella Vicaretti e Antonio Milillo - Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica – Direzione valutazioni Ambientali, Divisione II (Rischio industriale e autorizzazione integrata ambientale) hanno illustrato il quadro delle attività di competenza della divisione VA II, evidenziando le finalità della collaborazione con ENEA-SSPT sul tema della gestione delle installazioni industriali soggette alle discipline AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e Seveso (Rischio Industriale), ed offerto un’anticipazione delle novità dell’ormai prossimo recepimento della nuova Direttiva IED 2024/1785.
Giovanna Claudia Rosa Romano, Regione Emilia-Romagna, Direzione Sviluppo Economico, Cultura e Turismo - Settore Energia e Transizione Ecologica delle Imprese si è soffermata sulla opportunità di individuare delle precondizioni per la definizione di un eco-distretto, partendo dai limiti emersi dall’esperienza delle APEA – Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate.
Cecilia Camporeale, ENEA - Sezione Supporto Tecnico Strategico - Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e Adattamento al Cambiamento Climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali, respondabile ENEA dell’Accordo col MASE ha sottolineato come l’attuale accordo 2024-2027 sia il naturale proseguimento di un accordo precedente (2021-2023) volto a migliorare il sistema comunicativo e di scambio di informazioni con il pubblico ed ha illustrato rapidamente le due linee di attività di cui si compone l’accordo: una dedicata alle aree industriali e una seconda attività che punta a rendere più trasparente l’accessibilità del pubblico alle informazioni relative alle installazioni AIA presenti sul territori nazionale.
Laura Cutaia, ENEA - Divisione Economia Circolare - Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e Adattamento al Cambiamento Climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali e responsabile per ENEA della Linea 1 dell’Accordo, ha presentato le attività relative alle aree industriali sostenibili e circolari. In particolare, ha sottolineato l’ampia frammentazione normativa e informativa delle aree industriali e produttive italiane, che determina la necessità di procedere ad una mappatura uniforme e sistematica a livello nazionale che integri le diverse tipologie di aree e aggregati industriali (portale hub4ait). Inoltre, per favorire la transizione auspicata dalla Strategia Nazionale di Economia Circolare, ENEA ha proposto una definizione ed un modello di Eco-Distretto Circolare (EDC), valido a livello nazionale, che operi secondo i principi dell’ecologia industriale, dell’economia circolare e della sostenibilità e si avvalga di sistemi integrati che favoriscano la chiusura dei cicli produttivi, prevedendo collaborazioni sinergiche tra le organizzazioni e tra queste e il territorio. Il modello, sviluppato secondo il meccanismo del rating system, propone una serie di requisiti di tipo EESG (Ambientali, Economici, Sociali e di Governance) che un’area industriale deve soddisfare per poter essere qualificata come Eco-Distretto Circolare. Il rating system propone un valore soglia di base, per poi raggiungere il massimo livello di qualificazione, qualora si soddisfino tutti i requisiti previsti.
Emanuela De Marco, ENEA - Sezione Soluzioni Integrate e Nature-based per la rigenerazione Urbana - Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e Adattamento al Cambiamento Climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali ha presentato nel dettaglio il portale hub4ait per la mappatura e la sistematizzazione delle aree industriali a livello nazionale. Il portale, infatti, presenta diversi vantaggi: oltre ad essere un sistema integrato di dati, che permette di gestire le info a livello territoriale (anche in termini operativi) quale cruscotto di un area ad esempio e consente il monitoraggio a varie scale.
Il seminario ha poi proposto alcuni esempi del territorio.
Katia Ferrari, Clust-ER Greentech Emilia-Romagna, ha, infatti, portato l’esperienza del laboratorio Smart Eco District (SED) del Comune di Formigine (MO) realizzato nel 2022-2023, volto a definire un nuovo modello di area produttiva innovativa, sostenibile e circolare.
Silvio Berni, Consorzio CAP Modena, ha illustrato il modello di transizione sostenibile per le aree industriali di nuova attuazione da parte del CAP, fondato sull’integrazione tra pianificazione urbanistica, adattamento ai cambiamenti climatici e Responsabilità Sociale d’Impresa.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul tema chiave delle aree industriali sottolineando la necessità di un’attenzione alla sostenibilità già nella fase di pianificazione della politica industriale locale.

