Primo studio sui flussi di CO2 aria-mare nel Mediterraneo centrale: nuovi dati dall’Osservatorio di Lampedusa
Lo studio, dal titolo “First Derivations of Air-Sea CO2 Fluxes in the Central Mediterranean and Possible Impact of the 2022–2023 Marine Heatwave”, realizzato da ricercatori dei laboratori ENEA di Lampedusa, Palermo, Roma e Frascati, in collaborazione con l’Università di Firenze e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stato pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research, Oceans.
I mari marginali svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo globale del carbonio, ma le conoscenze sui processi di scambio di CO2 tra oceano e atmosfera in queste aree sono ancora limitate. Un nuovo studio coordinato da ENEA fornisce per la prima volta una serie continua di misure dirette dei flussi di CO2 aria-mare nel Mediterraneo centrale, raccolte presso l’Osservatorio Oceanografico di Lampedusa tra dicembre 2021 e giugno 2023.
La ricerca si basa su misurazioni ad alta risoluzione temporale di temperatura e salinità del mare, pressione parziale di CO2 in mare e in atmosfera, e velocità del vento. Grazie alla presenza a Lampedusa di due stazioni di osservazione appartenenti alla rete internazionale ICOS (Integrated Carbon Observation System), è stato possibile analizzare in modo integrato le componenti atmosferiche e oceaniche del ciclo del carbonio.
I risultati mostrano che, su scala annuale, il Mediterraneo centrale agisce attualmente come un pozzo di assorbimento di CO2: durante l’inverno l’oceano assorbe anidride carbonica dall’atmosfera, mentre in estate tende a rilasciarla. Tuttavia, sono emerse differenze significative tra i due periodi invernali analizzati. Nei primi mesi del 2023 l’assorbimento di CO2 è risultato inferiore del 30% rispetto allo stesso periodo del 2022.
Questa riduzione coincide con un’intensa e prolungata ondata di calore marina che ha interessato l’area tra maggio 2022 e aprile 2023. Lo studio suggerisce che il principale fattore responsabile del minore scambio di CO2 sia stata la diminuzione degli episodi di vento intenso durante l’inverno 2023, che ha limitato il rimescolamento superficiale e il trasferimento di gas tra mare e atmosfera.
Il lavoro evidenzia come eventi climatici estremi, quali le ondate di calore marine e le variazioni nei regimi dei venti, possano influenzare in modo significativo la dinamica della CO2 nel Mediterraneo centrale. Questi risultati rappresentano un importante passo avanti nella comprensione dei processi in atto e costituiscono la base per una serie di osservazioni a lungo termine, indispensabili per valutare le future tendenze del ciclo del carbonio in un’area particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici.
Lo studio, dal titolo “First Derivations of Air-Sea CO2 Fluxes in the Central Mediterranean and Possible Impact of the 2022–2023 Marine Heatwave”[1], è stato realizzato da ricercatori dei laboratori ENEA di Lampedusa, Palermo, Roma e Frascati, in collaborazione con l’Università di Firenze e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

